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Credo che l’Africa non si possa spiegare a parole, perché non basterebbero per descrivere un’esperienza così forte, interiore e personale che mi sarà impossibile dimenticare. Un tempo breve ma tanto ricco. La prima sensazione è stata quella di essermi trovato su un altro pianeta: abitudini, situazioni, stile di vita, clima. Ho dovuto accettare ogni difficoltà. Sono stati per me giorni di vera arresa.

La vita difficile delle baracche non si trova di certo nella nostra società: capanne di legno, nessun servizio igienico, una vita di fame e di sete. Eppure l’Africa mi ha fatto sentire al posto giusto nel momento giusto. Sono stato inondato da tanta accoglienza, sorrisi e gioia. Circondato da sorrisi splendidi, bambini desiderosi di attenzioni; è certamente più l’affetto che ho ricevuto che quello che ho sono riuscito a donare.

L'AFRICA CHE MI HA TOCCATO IL CUORE

L’Africa che ho vissuto, mi ha davvero toccato il cuore, ne sono rimasto affascinato, ma anche addolorato. Ho visto tanta sofferenza negli occhi e dietro il sorriso delle persone. Sebbene vivano in condizioni di estrema povertà, possiedono una profonda ricchezza interiore, provano gratitudine per il poco che hanno, e malgrado tutto, nei loro sguardi era manifesta la presenza di Dio, quella pace e quella gioia che  paradossalmente abbiamo riscoperto nei luoghi più remoti della Terra. Una realtà simile dovrebbe spingerci a riflettere sulla nostra fede, spesso dubbiosa e debole, nonostante il nostro benessere. Per raggiungere i villaggi facevamo la media di quattrocento chilometri al giorno su strade sterrate per raggiungere diversi villaggi, tribali, scuole, orfanotrofi per distribuire materiale di vario genere. Ho avuto la gioia di visitare il pozzo d’acqua a Mtakuja e “la scuola che (non) c’è”, progetti che il Signore ci ha dato la grazia di realizzare attraverso i fondi di HPS Charity, di cui mia figlia Sefora Motta è coordinatrice e presidente.

GRAZIE!

Ed è proprio a lei che voglio dedicare questo articolo, perché porta avanti con tanto amore e con tanta passione il suo sogno. La ringrazio per avermi dato questa meravigliosa opportunità di avermi fatto innamorare di questa meravigliosa terra, della quale già sento il famoso “mal d’africa”, un male che mi accompagnerà sempre fino a quando non vi ritornerò. Infine, voglio ringraziare un’altra compagna di viaggio che il Signore ci ha provveduto: Maria Rizzo, una benedizione, una ragazza stupenda, piena di entusiasmo e di amore verso il prossimo. Grazie per la tua umiltà, e per la tua sensibilità. Insieme a te e Sefora siamo stati una bella squadra: uniti e affiatati, di pari consentimento. Abbiamo trascorso giornate meravigliose. Inoltre ringrazio Dio per avermi fatto conoscere persone speciali come Timothy e la sua famiglia, e tutti i suoi collaboratori: uomini e donne che lasciano sempre il profumo di Dio. Grazie di vero cuore per questa opportunità di Vita. ASANTE SANA!

Salvatore Motta
Novembre 2019

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